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"Neon fureste abvivere abbrutitos sed sequoiae vertutem et canuscentiam"

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settembre 5 2004
 

In una mattina di un giorno burrascoso esistevano due famiglie: la prima famiglia aveva  sempre vissuto nel lusso sfrenato, la seconda famiglia viveva invece dei resti del lusso sfrenato della prima famiglia. La prima famiglia era europea. Aveva una tradizione di grandi pensatori alle spalle, liberi pensatori privi di catene incatenano sempre abbastanza. Felici dell'esistenza ma infelici dell'insistenza della seconda famiglia. La seconda famiglia campava alle spalle della prima in maniera oserei dire paradossale, poveri volendo esserlo poveri sempre e comunque poveri ma di quelli poveri coi topazzi in casa. Poveri. Il mio ingresso avviene piu´ o meno a questo punto e dopo queste premesse brevi ma entusiasmanti. Sono figlio di una della seconda famiglia e di uno della prima:  insieme a me si viene a creare una terza famiglia, che pero' sono io. Il solito sfigato, da solo con la sua famiglia di pezzenti al cubo composta da una sola persona cioe´ me stesso, non sta ne´ in cielo ne´ in terra. Io festeggio i Natali cantando canzoncine all'albero, il mio compleanno lo passo al biliardo se viene qualcuno c´ho culo, la mia solitudine si perpetua inarrestabile in solinomi bicentenari. Povero me, inutile bicentenario diviso fra due famiglie di deficienti cretini idioti normali. Potevo venire normale anch'io. Invece ho deciso di stupire e stupire tanto, forse perché´ci provo un gusto particolare... a stupire.



settembre 3 2004
 
Il Brasile non e´cosi´male ma la cosa piu´sconvolgente e´quanto in Italia siano improvvisamente diventati tutti fascisti. 
postato da Mikaus | settembre 03, 2004 23:15 | commenti


novembre 30 2003
 

E` un po` che non bloggo e chiedo venia per il mio abbandono, ma l`elettronica devia e il montaggio ancora de piu` nel senso che te chiudi in una stanza  -quello che sbatte la porta con virulenza getta la chiave nel cesso ridacchiando sadicamente gnac gnac- e tu ci resti sfregato nonche` prigioniero. Il mondo e` come lo fai e come ti fai, fatti bene o non farti per niente - ministero della salute aiuta e consiglia. Presto mi faro` sentire, tipo fra qualche mese quando quello che ha gettato la chiave nel cesso ridacchiando sadicamente gnac gnac avra` una crisi di coscienza e chiamera` un`impresa idraulica per recuperare la gia` citata chiave gnac gnac. Un saluto festoso e infedele, piu` infedele che festoso.

 

Il vcendicatore di pipistrelli aggiornati sullo sport



ottobre 27 2003
 
IL FRULLATORE
Scena di Muco e Smerolone ATTO II

NINA: Muco!
MUCO: Che cosa tu ha combinato questa volta?
NINA: Te l’ho spiegato al telefono, il frullatore è impazzito, Evariste Galois è restato appresso a me, e in più.... ci ho fatto sesso per sbaglio. Lui il suo fascino ce l’ha...
MUCO: Tu ha fatto sesso con ologramma virtuale?
NINA: Non è stata proprio una scopata normale, c’erano luci, colori, capperi sott'olio.....
MUCO: Ovvio, quello era tuo cervello che marciva, Nina, tu è matta come poche donne io conosco e se avrà qualche trauma io no responsabile.Tuo fratello è in casa?
NINA: No, è uscito, stai tranquillo, non c’è pericolo!
MUCO: Ti presento Smerolone, è lui che....
NINA: Il maniaco omicida?
SMEROLONE: Coma coma?
NINA: Insomma, lei va in giro a vendere Frullatori difettosi così alla gente i neuroni scoppiano prima, bravo, genio!
SMEROLONE: Ah, la bambana, la bambana, la bambana. Guarda che si voglio prendo te e tuo faccia bambana e diverganza in consumo, ah!
NINA: Cosa cazzo ha detto?
SMEROLONE: Bambana, none tempo te, none tempo strunziate, frulatore funzione mala perchè non sa che usa poi prende con ma che c’entra gnente gnente popo zero.
NINA: Senti, Muco, traduci perchè io qui da 'na recchia ce sento ma dall’artra c’ho un brusio di accento da travestito afghano.
SMEROLONE: Si tu qualcosa contro Afghana, bambana, tu prendi tua putana e meti soto sotana, perchè tempo perdere poca poca la gana.
MUCO: Se hai qualcosa contro Afghani, bambina, prendi la tua puttana e mettila sotto la sottana perchè non ho voglia di perdere tempo. SMEROLONE: Io comprata frulatore da Cocoricù ganga ganga ma no tropo che sembra più fratelo che ha parvanza de cugino ma in realtà sempre travestita, ma carina che succhia yum. Poi si tu qualcosa da agiungore su mi taliana che funziona come sotana, piglia con mio insegnante al cantra immigraziazia che insegnata me nalagasma no corro. Io no facia prende cula bambana precisana, se tu vo’, no’ aiuta, si tu none vo’, no’ none aiuta Dasvidana.
MUCO: Dice che lui comprato Frullatore da Cocoricù, un amico ma non troppo che sembra più fratello con parvenza di cugino ma in realtà sempre travestito, carino che succhia bene. Poi se tu ha qualcosa da aggiungere su suo italiano che funziona come una sottana, prenditela con suo insegnante al centro immigrazione che insegnato Smerolone neologismi no corretti. Smerolone non si fa prendere per culo da bambina precisina, se tu vuoi ti aiutiamo, se tu non vuoi noi non aiutiamo e Dasvidania.
NINA: Evariste!
EVARISTE: Se?
NINA: Ora tornerai nel frullatore, ti... ti va bene?
EVARISTE: Allegria!
Nina esce. Muco e Smerolone afferrano Evariste e lo trascinano via (Aicha di Khaled). Fine della scena.
postato da Mikaus | ottobre 27, 2003 23:39 | commenti (6)


ottobre 26 2003
 

ERA UNA NOTTEEEEEEE SCURA E TEMPESTOMANEEEEE
La notte più scura nel buio più nero
Il nero più scuro che oscura il blu scuro
L'oscuro perdura nel nero più puro
L'oscura e s'annera anche il nero più chiAro.

La notte più oscura col nero colora
Il nero più nero s'oscura e peggiora
L'oscuro nel nero lo scuro procura
Lo scuro respira più nero che scuro.

La notte più BIANCA nel nero più scuro
S'oscura di botto e di pece ogni muro.
Nel museo è mancata la luce per qualche secondo, ma non tarda a tornare.

Questo oscuro poema è dedicato ai più neri. Mi sento decisamente oscuro in questi giorni, non chiedetemi spiegazioni, o un pipistrello vi mangerà il cuore e avrà il mio nome: Samuele. Non Samuele Bersani, cioè, allora, non mi chiamo Samuele. Chi scopre come mi chiamo gli mando il pipistrello anche a lui. E con questo ho proprio finito.
postato da Mikaus | ottobre 26, 2003 23:12 | commenti (4)


ottobre 25 2003
 
26 Febbraio 2071

Università occupata.




Biga ragazzo sta camminando fra le aule piene di studenti.

BIGA: Qui fra un po’ arriva la Polizia. Trapani!!

Arriva Trapani, strafatto.

TRAPANI: Cosa c’è?
BIGA: Hai pensato allo slogan per domani?
TRAPANI: Si, allora, che dici di “Liberi nel carma, liberi nell’atrofia”?
BIGA: Che minchia di slogan è questo? Ti sei rincoglionito? Questi se sbarcano gli alieni chiedono il permesso di soggiorno e tu t’inventi uno slogan sul cesso?
TRAPANI: Stavo fumando, l’ho vista come un’illuminazione.
BIGA: Ti s’illuminasse il cervello qualche volta, Tra’!

Biga esce dalla facoltà ed entra in una cabina telefonica.


CABINA TELEFONICA (voce robotica meno avanzata di quella della prima cabina): Benvenuti, oggi è il 26 febbraio 2071. Prego inserire la scheda.

Biga inserisce la scheda.

CABINA TELEFONICA: Si ricordi di informarsi per il servizio pedicure Telekom Italia nei centri specializzati Telekom Italia.

BIGA: Pronto, zia, arrivo un po’ più tardi, ho ancora una riunione del comitato.
ZIA: Tesoro dolce adorato, tuo zio mi ha già chiesto la clava.
BIGA: E tu aspetta a dargliela, oppure no, sai che fai, dagliela, e digli che nell’attesa se la può infilare nelle membra anali
ZIA: Lo sai che non mi piace quando fai così, tesoro.... Tesoro? Tesoro?

La cabina telefonica è vuota. Biga è corso via.

CABINA TELEFONICA: Signora, si ricordi di informarsi per il servizio pedicure Te....
MAMMA: Fattelo tu, stronzo.

Trapani è affacciato sul balcone dell’università vestito da Superman.

BIGA: Trapani!!!!!
TRAPANI: Sono io, sono il vostro umile Trapani e combatterò contro i fetenti ignoranti finchè morte non ci separi.
BIGA: Trapani, entra dentro, Cristo..........

Trapani ride e si lancia al balcone di sotto.

BIGA: Trapani.........

Trapani spalanca la porta del balcone. Entra dentro.

IMMAGINE Siamo nel piano dove si è buttato Trapani.

Dei ragazzi stanno recitando Shakesperare e si fermano alla vista di Trapani vestito da Superman.

TRAPANI: Basta recitare, è ora di scopare......
LAURA: Chi diavolo è quel deficiente?
ATTORE: E’ Trapani, il barbone dell’università.
LAURA: Ehi, Superman, squagliati o vengo lì e ti stacco i coglioni. TRAPANI: Non aspettavo di meglio, amore.

Irrompe nella sala prove Biga.

LAURA: Perfetto, e questo chi è, Batman?

Gli attori sghignazzano.

BIGA: Trapani.......
TRAPANI: Batman.......
BIGA: Vieni qui, andiamo a levarci questo ridicolo costume. Scusatelo, non sta benissimo.
LAURA: Di questo ce n’eravamo accorti, signor.....
BIGA: Biga, Nello Biga, piacere.
LAURA: Incantata, Laura. E’ curioso che voi occupiate un edificio pubblico per travestirvi come delle checche, a questo punto facevate prima a dare una festa.
BIGA: Oh, no, signorina, ecco questa facoltà è stata occupata per ben altri più seri motivi, ci sono comitati e riunioni in continuazione per discuterne, se una volta vuole.......
LAURA: Io vorrei riuscire a provare il mio spettacolo in santa pace. BIGA: Ah, è una regista?
LAURA: Improvvisata, siamo una compagnia autogestita indipendente. BIGA: La Sebada Pictures.
LAURA: Già....
BIGA: Siete quelli che l’anno scorso durante uno spettacolo hanno liberato ottanta ranocchi fra gli spettatori, il rettore ci è restato benissimo.

LAURA: Vedo che nonostante i pipistrelli che frequenta, è informato.....
BIGA: Mi dia del tu, siamo fra ragazzi.
LAURA: .... E’ informato sulla nostra attività.
BIGA: Non mi dà del tu!
LAURA: Ora muovete il culo e fuori di qui!!!!
BIGA: Subito, signorina, a presto, signorina......
TRAPANI: E ricordati che le mie palle sono a disposizione......

Biga trascina via Trapani.

LAURA: Allora, dov’eravamo rimasti?
ATTORE: Io mordevo l’appendice a lui.
LAURA: Eh? Ah, si.... L’ho detto io di fare questa cosa?
ATTORE: Si, per rafforzare la voracità del mio personaggio.
LAURA: Beh, lasciamo perdere, in fin dei conti è sempre Shakespeare.
ATTORE: Ok.......

IMMAGINE

Laura ha finito le prove e sta salutando i suoi amici. Arriva Biga pieno di fogli.

BIGA: Ciao!
LAURA: Oh, no.....
BIGA: Senti, pensavo, visto che ci siamo conosciuti in questo modo particolare, forse.... se vuoi..... ti accompagno a casa.

Esce da un’aula un ragazzo abbracciato a una ragazza.

LAURA: Merda.... Senti, come ti chiami, Spiga, vieni qui.....

Lo bacia.
RAGAZZO: Ciao, Laura......
LAURA: Ciao!

Il ragazzo e la ragazza si allontanano.

BIGA: Chi è quello?
LAURA: Il mio ex-ragazzo.
BIGA: Non è che forse mi hai baciato perchè stava passando?
LAURA: Sai, fra tutti i minusculum cerebrus cazzulisque che conosco in questi giorni sei il più dotato.
BIGA: Ma se non l’hai ancora mai visto.
LAURA: Cosa?
BIGA: Il mio cazzulisque....
LAURA: Mi aiuti a portare questo, cazzulisque?
BIGA: Si, ma tu non chiamarmi cazzulisque!
LAURA: Comincerò a rifletterci!
BIGA: Sarò pure l'ottantesimo ma la mia dignità ce l'ho!
LAURA: Accordato, cazzulisque.
BIGA: Puttana!
LAURA: Fottiti, cazzulisque!
Laura prende uno zaino enorme.

BIGA: Minchia, che ci sta qua dentro, rifornimenti per la guerra atomica?
LAURA: Più o meno, è la roba che usiamo nello spettacolo.
BIGA: Che cos’è, sempre Aristofane?
LAURA: No, no, basta con le rane, quest’anno sono pronta per una tragedia.
BIGA: Allora io ti vado proprio a genio.....
LAURA: Eh, eh, simpatico, sei simpatico......
BIGA: E anche bello.
LAURA: Ciccino, non cominciamo a sbilanciarci! Prendi questo affare, piuttosto!

Laura e Biga sono in un museo di arte contemporanea. Sono davanti a un’installazione con proiezioni tridimensionali (Carnavàlia). Fuori dal museo passano parecchie persone mascherate in maniera strana.

BIGA: Non ho mai capito perchè d’un tratto a Roma tutti hanno bisogno di festeggiare il Carnevale. Storicamente se ne sono sempre infischiati.
LAURA: E’ bello che venga ritrovata una festa, il Carnevale è così triste, così poco considerato, così affascinante, sopra le righe, insomma, mi si addice......

Davanti Laura passa uno vestito da lucertola.

LAURA: L’hai vista quella lucertola?
BIGA: Il difficile è non vederla!
LAURA: Già (ride)

Biga prova a baciarla ancora. Lei se ne va tirandoselo appresso, si ferma davanti a una strana macchina.

LAURA: Questo è una ficata!
BIGA: Che roba è?
LAURA: E’ una macchina Carnevale.....
BIGA: Mi manca....
LAURA: Entri da un lato ed esci mascherato da qualcosa.
BIGA: Affascinante!
LAURA: Vuoi farti un giro?
BIGA: Che? No, no.....
LAURA: Che c’è, voi studenti di legge se non è una toga vi fa schifo?

Laura si defila ancora. Stavolta Biga resta al suo posto. Laura entra nella macchina. Lo saluta.


MACCHINA CARNEVALE: Selezionare genere vestito desiderato e, per favore, non disegnare icone oscene sulla parete della Macchina Carnevale. La Macchina Carnevale lavora per voi e va rispettata.

Laura preme dei tasti.

MACCHINA: Selezionata Francia inizio 1900.

Esce fuori vestita da ballerina di Can Can........
Biga la guarda stupefatto. E’ rapito dalla sua bellezza. Tira fuori dalla borsa una macchina fotografica e la immortala.

LAURA: Che ne dici?
BIGA: Ahm.... Eh....
LAURA: Va bene, ti piace, Biga, non torturarti l’immaginazione.
BIGA: Eh......
LAURA: E ora se non entri ti mollo qui e vado a cercarmi una persona seria.
BIGA: Se.....
LAURA: Imparerai col tempo che se dico certe cose, non scherzo.....

Biga si fionda nella Macchina Carnevale.

MACCHINA CARNEVALE: Amico, ci dev’essere una ragazza carina che te l’ha chiesto perchè la tua voglia di mascherarti è uguale alla mia voglia di ruggine.
BIGA: Che aggeggio acuto per essere un aggeggio.
MACCHINA CARNEVALE: La Macchina Carnevale non è un aggeggio, amico, imprimitelo bene in testa....
BIGA: Altrimenti che succede?
MACCHINA CARNEVALE: Altrimenti......

La macchina risucchia Biga, che cerca di opporsi ma non ci riesce. Esce fuori dalla macchina vestito da cavernicolo, e ha scritto sulla fronte:

LAURA: “La Macchina Carnevale non è un aggeggio”, ehi, questa la voglio anch’io.
BIGA: Mi sento un completo idiota!
LAURA: Consolati, tu sei un completo idiota!
postato da Mikaus | ottobre 25, 2003 01:58 | commenti
 
11 DICEMBRE 2092


Trapani sta camminando per strada. Sale sull’autobus.
Ha un aspetto trasandato e puzza. Si siede su una seggiola. Comincia a osservare il vetro, ma non guarda fuori, guarda la gente che entra dalla porta dell’autobus, o meglio, il riflesso di quella gente.

TRAPANI: Vi vedo, vi vedo, uno dopo l’altro, quando pensate che nessuno vi osservi e vi levate una caccola, io vi vedo.

Vede una ragazza con aria sperduta alzarsi e prenotare la fermata. Ne è rapito. Si alza e prenota anche lui la fermata. L’autobus si ferma e la ragazza scende. Lui la segue a distanza. Fa il vago e si accende una sigaretta.

In questo momento esce l’avvocato Biga dal tribunale giudiziario. Passa esattamente fra i due. Vede Trapani e lo saluta, evidentemente lo conosce.

BIGA: Trapani, dove vai?
TRAPANI: Niente, giravo, saluti, avvocato.....
BIGA: Ma guarda quest’altro.

Un collega di Biga lo raggiunge.

LORENZO: Nello, Nello....
BIGA: Oh, Lorè.......;
LORENZO: Sei stato un uragano, non ti fermava più nessuno, quello Spadetta sta con le spalle al muro ormai.
BIGA (leggero accento siciliano): Non è vero, Lorè, oggi è stata una buona giornata ma ce ne passa di tempo prima che convinci quei vegliardi che un albanese è quello buono e un italiano è il cattivone.
LORENZO: Non devi essere sempre fiscale, lasciati prendere dall’entusiasmo, non ti si stacca il naso......
BIGA: Mi si è già staccato qualcos’altro a furia di seguire questa storia. E’ talmente evidente che hanno torto, Lorè.

Sarebbe come processare Hitler per omicidio, la difesa potrebbe anche essere San Girolamo sceso in Terra ma la verità non tarda a mostrarsi in tutta la sua procace nudità.
LORENZO: Ma che cazzo dici? Troppo tribunale. Andiamo a mangiare?
BIGA: Si, mi serve nutrimento.
LORENZO: Infatti sei pallido, a mamma.....
BIGA: Fai lo spiritoso anche tu adesso?

Lorenzo e Biga stanno al ristorante. Biga sta mangiando un piatto di spaghetti, Lorenzo parla.

LORENZO: Ho in mente di trasferirmi da parecchi mesi....
BIGA: E dove vai?
LORENZO: A Palermo c’è molto lavoro.....
BIGA: Rosa che ne pensa?
LORENZO: Inutile parlarne, il suo posto non lo lascia neanche morta. BIGA: E bravo Lorenzo, hai deciso di rompere i coglioni ai mafiosi.

LORENZO: Non stai messo tanto meglio.
BIGA: Figurati, ormai sono il difensore solitario degli extracomunitari, praticamente se mi levano la cittadinanza non hanno torto, io questo paese lo prendo a bastonate da dieci anni.
LORENZO: Forse se lo merita.....
BIGA: Molte volte sì, storie come quelle di Spadetta mi fanno venire i brividi.
LORENZO: Comunque siamo al capolinea.....
BIGA: Parli di Rosa?
LORENZO: E di chi? Sono tre anni che ci forziamo a tenere accesa una fiamma che si è spenta da tanto di quel tempo.
BIGA: Sarebbe un peccato, vent’anni di matrimonio, puff, volano via.....
LORENZO: Stiamo sempre a litigare e punzecchiarci, non è un rapporto sano.
BIGA: Invece è sanissimo, pensa stare zitti e buoni una vita, ti compri una pistola.
LORENZO: Matteo ormai è grande, capirà, uno dei tanti motivi per cui ancora stiamo sotto lo stesso tetto è anche per non turbarlo. Ma eliminata la psiche del rampollo, Nello, ci resta assai poco.
BIGA: Prova a spostarti a Palermo per conto tuo, un po’ di tempo lontani ti fa capire tante cose.
LORENZO: Quanto sei saggio, prestami la tua saggezza per stasera, ti prego.
BIGA: Eh, ciccio, la saggezza te la sudi, come ogni altra cosa.
LORENZO: Va, che ti si fredda la pasta, mangia.
BIGA: Me la mangio pure congelata. Questa storia degli albanesi mi succhia linfa vitale, sono completamente assente dal resto del mondo. Dovrei staccare e farmi un viaggio, non ne posso più.
LORENZO: Vieni con me. Ci mangiamo il pesce, le siciliane....
BIGA: Partirei domani, ma temo di averne ancora per parecchio.
LORENZO: Come ti pare.

Un cameriere rovescia un vassoio con tre piatti di linguine ai frutti di mare sul tavolo di Lorenzo e Biga. Biga si sporca il vestito.


CAMERIERE: Attenti, attenti, ci stanno i cocci........ Sono desolato.
BIGA: No, guardi, sono molto più desolato io, mi porta un secondo?
CAMERIERE: Si, offre la casa, abbiamo dell’abbacchio, coda alla vaccinara, arrosto di vitella....
BIGA: Coda alla vaccinara!
CAMERIERE: Arriva subito!

Biga si alza per pulirsi. Lorenzo lo guarda ridendo.

LORENZO: Siamo proprio senza tregua, Nè.....
BIGA: Mamma mia, puzzerò di pesce fino a stasera.


La ragazza che Trapani stava seguendo si ferma davanti a una prigione. Una guardia le si avvicina.

GUARDIA: Signori’, non si può sostare qui davanti.
LAURA: Mi perdoni, ma sono qui per il programma di recupero dei detenuti....

La guardia comincia ad allontanarsi.

LAURA: ... Non so se l’avevano informata.
GUARDIA: Se, se....
LAURA: Da oggi dovremmo iniziare un laboratorio teatrale al quale tutti i carcerati possono prendere parte, devo discuterne col direttore.
GUARDIA: Mi segua, signori’, e prepari un documento......

Seguiamo la guardia e Laura che entrano nel carcere.


GUARDIA: Se devo essere sincero, non ci credo molto a queste iniziative per i detenuti....
LAURA: Perchè?
GUARDIA: Perchè loro perdono tempo e noi perdiamo tempo appresso a loro. Già c'avevano provato a farli recita’, ma hanno interrotto a metà di du' anni fa, il regista l’avevano ridotto in fin di vita a cazzotti. 'Na scenata di troppo, un mese di ospedale.
LAURA: Hm.....
GUARDIA: Cos’è, ‘n’attrice?
LAURA: No, io sarei la regista.
GUARDIA: Lei???? Ma ‘na brava signorina del genere c’ha bisogno di tre guardie der corpo qua dentro.
LAURA: Dove finisce un uomo , c’è sempre una donna che comincia.
GUARDIA: Questi so’ dei disgraziati veri, non è roba da film.
LAURA: Mi dia una mano, da quant’è che fa la guardia qua dentro?
GUARDIA: Tredici anni e mezzo, signori’.....
LAURA: Potrebbe assistermi durante le prove.
GUARDIA: Se volevo fa’ l’aiuto regista non finivo qua dentro senza manco ave’ mai pestato ‘na formica. Gianfra’, mi chiami il direttore?
GUARDIA 2: Che c’è?
LAURA: Sono Laura Di Marco, ho un appuntamento.

Laura nell’ufficio del direttore osserva una strana statua mobile sulla scrivania.

DIRETTORE: Le piace? Questa è la cosiddetta arte cinetica, statue che si muovono.
LAURA: E’ interessante!
DIRETTORE: Mi parli un poco di lei, signorina Di Marco.


LAURA: Sono diplomata all’Accademia di Arte drammatica Massimo Troisi, ormai faccio la regista teatrale da sette anni e questa era un’esperienza che non potevo perdere. Il mio lavoro si è sempre basato sullo spirito popolare e sulla nudità dell’attore nei confronti di chi lo osserva.
DIRETTORE: Nudità? E che vuole farmeli girare con una foglia di fico questi?
LAURA: Ovviamente no, quando parlo di nudità mi riferisco all’anima, mostrare te stesso completamente al pubblico, e non c’è anima più nuda di quella di un carcerato.
DIRETTORE: Io le dirò la verità, mi aspettavo un maschio, come diavolo può fare -senza offesa- una donna a dirigere dei colossi manigoldi, lei se la vede brutta.
LAURA: Ho più risorse di quante ne mostro, e poi a questo punto voglio tentare.... Come dicevo prima al signore che mi ha accompagnato....

Il direttore le porge un caffè.

LAURA: Grazie....
DIRETTORE: Zucchero?
LAURA: Si, uno e mezzo. Come dicevo prima al signore che mi ha accompagnato, spesso dove un uomo finisce, una donna comincia.
DIRETTORE: Non è una questione di discriminazione sessuale, signorina, non mi fraintenda..... Un tizio ben piazzato in carcere viene lasciato in pace, ma qui dentro le donne le vedi solo attraverso un vetro...
LAURA: Ci sono io, si deve accontentare.... Non so se vuole mettermi in una teca gigante o seplicemente presentarmi a questi duri.
DIRETTORE: Scherza col fuoco, ma alla prima disavventura avrò il dovere di farla allontanare, e le guardie dovranno starle appresso tutto il giorno. Non ne saranno entusiaste.
LAURA: Davvero? A me sembravano simpatici.....
DIRETTORE: Qui dentro non c’è niente di simpatico, carino o divertente.... Solo dolore, sofferenza e depravazione.
LAURA: Quanti stranieri avete messo dentro finora?
DIRETTORE: Perchè?
LAURA: Per rendermi conto, se dovrò lavorare con gente non italiana il problema della lingua andrà affrontato seriamente.
DIRETTORE: Solo italiani.....
LAURA: Solo.... Non ci credo, dovrà pur esserci qualche albanese, marocchino.....
DIRETTORE: Sono stati trasferiti in altri reparti.

Il direttore si alza.

LAURA: Ah........ Stranieri da un lato, italiani dall’altro......
DIRETTORE: Ordini da sopra.
LAURA: O da sotto, a dir si voglia.
DIRETTORE: Lei ha la lingua lunga.....
LAURA: E lei la coda corta.

IMMAGINE

Biga entra in una strana cabina telefonica.

CABINA TELEFONICA (voce femminile): Benvenuto. Questa è la cabina 781, Telekom Italia ringrazia e controlla. Oggi è l’11 dicembre 2092, il tempo è parzialmente nuvoloso e la temperatura esterna è di 11 gradi. Gradite un pezzo di torta?
Esce un pezzo di torta davanti a Biga.

BIGA: No, grazie, io.....
CABINA TELEFONICA: Allora il programma shampoo, una permanente Telekom Italia.....
BIGA: Vorrei semplicemente telefonare....
CABINA TELEFONICA: Un gelato artigianale della riserva Cabine telefoniche artigianali?
BIGA: Devo chiamare una persona, sono stato chiaro?
CABINA TELEFONICA: Abbiamo l’intera collana “Boriunda e il suo amore” firmata Dacia Maraini Jr. .....

Una signora si affaccia da fuori.

SIGNORA: Mi scusi, io ho fretta.....
CABINA TELEFONICA: La sua ragazza? Una foto ricordo da conservare nei vostri cuori.
postato da Mikaus | ottobre 25, 2003 01:14 | commenti